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Come realizzare sempre foto ben esposte. Parte 1 – Osservare la luce

Tempo di lettura: 7 minuti

Le opinioni su cosa sia una fotografia correttamente esposta devono essere numerose quanto le foto che vengono scattate. Alcune opinioni sono più comuni di altre.

‘Ogni fotografia deve contenere una gamma uniforme di tonalità senza dettagli persi nelle aree di luce o ombra.’ Questa è quella che incontro più frequentemente. Probabilmente è stata appresa da libri tecnici e accademici.

© Kevin Landwer-Johan

Se facciamo una veloce ricerca su google in merito a questo argomento, viene fuori il sito della Canon in cui troviamo la seguente definizione:

“L’atto di avere un’esposizione “corretta” significa che la combinazione di impostazioni tra apertura, velocità dell’otturatore e sensibilità ISO ha prodotto un’immagine perfettamente esposta. Quando nulla viene bruciato (alte luci) o perso nell’ombra in un’immagine, ha raggiunto la corretta esposizione.”

Ho voluto includere questa definizione non per favorire un marchio o l’altro ma semplicemente perché rappresenta puramente un approccio tecnico alla scelta dell’esposizione.

© Kevin Landwer-Johan

In che modo l’espressione creativa può essere giudicata corretta?

La fotografia, nel migliore dei casi, è un’espressione creativa di come percepiamo ciò che vediamo. La nostra visione del mondo è unica. Ognuno di noi ha la capacità di interpretare e trasmettere la nostra esperienza attraverso le fotografie che catturiamo.

La libertà di esporre le nostre foto in modo che alcune parti delle nostre composizioni non abbiano dettagli è una parte naturale di questa forma d’arte. Se le nostre menti sono bloccate da restrizioni tecniche come quelle espresse sul sito Web della Canon, la nostra espressione è inibita.

Non sto suggerendo di ignorare la qualità tecnica ma ti consiglio di andare oltre le restrizioni puramente tecniche per esporre le tue foto in modo che siano più espressive di ciò che sono, non solo di cosa rappresentano. In altre parole ti sto suggerendo di concentrarti sul messaggio che vuoi fornire con le tue foto e non di riportare meramente la realtà

Conformarsi all’opinione che le fotografie siano migliori quando non si perdono i dettagli dovuti alla scelta dell’esposizione può fornire semplicemente una documentazione di ciò che si sta fotografando. Questo approccio allo scatto spesso però non infonde alle tue foto molta vita, emozione o energia, a parte ciò che il tuo soggetto può naturalmente fornire.

Le campane dell’istogramma hanno il sapore del gelato alla vaniglia

Il gelato alla vaniglia pur essendo a volte piacevole ha un gusto spesso molto neutro. Probabilmente ti annoieresti se è tutto ciò che mangi e non è decisamente il sapore più intrigante della gelateria.

Quante volte ti hanno detto o hai letto che una foto ben esposta ha un istogramma a campana? Questo perché un istogramma a campana indica che la tua fotocamera ha registrato la maggior parte dei toni medi ed un parte (piccola) delle ombre o delle luci.

La ricerca di un istogramma a forma di campana non produrrà le fotografie più, passami il termine, saporite.

Certamente a volte riuscirai a scattare una splendida immagine che ha un istogramma a forma di campana, ma, fidati, non accadrà spesso. Credo che sia un mito comune che l’istogramma ideale sia a forma di campana.

Come potrai vedere tu stesso l’istogramma dell’immagine sopra è ragionevolmente bilanciato. Non ci sono punte a sinistra o a destra. Questo indica che vedremo i dettagli nelle parti più scure e luminose della composizione.

Scattando la foto a metà pomeriggio in una giornata nuvolosa il risultato è leggermente differente come puoi vedere. Poiché la luce è morbida e uniforme, e i toni della composizione sono tutti abbastanza neutri, l’esposizione risulta “corretta”.

Come puoi vedere tu stesso, se dovessi guardare solo l’istogramma senza guardare la foto, penseresti che la foto sia estremamente sottoesposta e potresti anche considerare l’idea di eliminare una fotografia simile.

È la stessa statua fotografata in una giornata di sole a metà pomeriggio. È una fotografia molto più accattivante di quella fatta nel pomeriggio nuvoloso vero?

Quello che è stato fatto è semplicemente perdere volontariamente i dettagli dell’ombra ed isolare così la statua da quel noiosissimo sfondo aggiungendo anche un po’ di drammaticità.

Le scelte di esposizione sono personali come le preferenze del gelato

© Kevin Landwer-Johan

Cercare di creare solo foto con un’esposizione uniforme in tutta la gamma dei toni è come scegliere di mangiare solo gelato alla vaniglia e ignorare sempre tutti gli altri sapori.

Grandi fotografie esprimono ciò che il fotografo vede e sperimenta. A volte sono tecnicamente corrette ma molte volte non lo sono. Tutto ricade quindi all’idea che il fotografo vuole realizzare.

Scegliere di far ricadere la maggior parte della composizione nell’oscurità è una tua scelta. Se desideri utilizzare le aree d’ombra per migliorare il soggetto, fallo, non preoccuparti! Se la luce che fluisce nell’obiettivo da dietro il soggetto crea morbidezza e profondità di sensibilità, lascia che lo faccia.

Quando scatti non focalizzarti solo sui dettagli tecnici, altrimenti finirai per realizzare foto che contengono poco o addirittura nessun sentimento.

Prima di avvicinare la fotocamera al tuo viso, devi osservare la luce. Considera le parti più luminose di una scena. Sono importanti? Devi mostrare i dettagli in essi per trasmettere ciò che vuoi con la tua foto?

Allo stesso modo per le aree scure della tua foto – se ci sono molti elementi di distrazione nelle aree d’ombra – lascia che siano sepolti nell’oscurità.

© Kevin Landwer-Johan

In questa foto, dietro la donna e l’elefante c’era un grande edificio aperto che proiettava un’ombra utile sul suo interno disordinato. Per isolare i soggetti il fotografo Kevin Landwer si è posizionato in modo da poter vedere solo l’area ombreggiata dietro i soggetti. La parte più importante della composizione qui è il viso della donna, per cui il fotografo qui ha impostato l’esposizione proprio sul suo viso.

Il fatto che lo sfondo sia scuro e privo di dettagli aiuta a rendere più forte il soggetto.

Comprendere la luce e il tono ti aiuterà a fare esposizioni più interessanti. Sapere come la fotocamera valuta e registra la luce e il tono è altrettanto importante. Come gestire la tua esposizione è l’argomento del prossimo articolo di questa serie.

Qual è l’elemento più importante nella tua composizione?

Riconoscere il soggetto chiave è un’importante decisione iniziale per scattare una foto. Molto spesso sarà il tuo primo.

Questo sarà ciò su cui ti focalizzi e ciò che vuoi esporre bene (di solito). Se il soggetto ha un’ampia gamma tonale, ad esempio una sposa in abito bianco e uno sposo in abito nero, fai attenzione. La tua fotocamera non sarà in grado di rendere i dettagli sia nell’abito che nell’abito perché i toni sono estremamente diversi.

Allo stesso modo, se una parte del soggetto è in pieno sole e una parte è in ombra, sarà necessario scegliere con cura l’esposizione. Anche il contrasto creato dalla luce solare e dall’ombra è estremo.

Individuare il soggetto principale ti aiuta a comporre tutto nella cornice attorno ad esso. Esporlo bene aiuta a renderlo al centro dell’attenzione nella tua fotografia.

© Kevin Landwer-Johan

Che atmosfera vuoi catturare o creare?

Per me, la risposta a questa domanda è la cosa più importante su cui concentrarsi che cercare di ottenere una gamma tonale completa.

Il tipo di luce che stai fotografando influenzerà la sensazione sprigionata dalle tue fotografie. Quindi sarai tu a scegliere cosa esporre e cosa comunicare. La luce sarà luminosa e dura, o morbida e delicata? Imposterai l’esposizione in modo tale da poter vedere tutti i dettagli nelle ombre o scegliere di renderli molto scuri e contenere dettagli piccoli o nulli?

Se permetti alla fotocamera di fare queste scelte per te, non controllando la tua esposizione, le tue foto potrebbero diventare piatte e in qualche modo prive di vita. Assumendo il controllo ed esponendo bene il soggetto principale, puoi infondere storia, dramma e immaginazione.

© Kevin Landwer-Johan

Ho una sorta di mantra. Guarda. Pensa. Click.

Guarda cosa vuoi fotografare. Guarda cosa c’è davanti a te. Il soggetto, i dintorni e lo sfondo. La luce.

Pensa a come vuoi rappresentare quello che hai in mente.
Qual è la tua intenzione?
Quanto o quanto poco vuoi includere? Cosa riempirà la tua cornice?
Qual è la qualità della luce e in che modo influirà sulla tua foto?
Dove ti fermerai o ti posizionerai?
Quando sarà il momento migliore per scattare la tua foto?
Quali impostazioni di esposizione sceglierai per soddisfare al meglio le tue intenzioni?

Click. Questo dovrebbe succedere solo dopo aver riflettuto su queste cose.

© Kevin Landwer-Johan

Può sembrare un’attività molto lunga da fare prima di scattare una fotografia, ma questo è ciò che fa la differenza tra un’istantanea e un’immagine che potresti voler incorniciare e appendere al muro.

Nel prossimo articolo di questa serie, descriverò come gestire le impostazioni della fotocamera in base alle proprie intenzioni. Nel mentre spero che questo articolo sia stato di tuo gradimento.

Se hai qualche dubbio, consiglio o qualsiasi cosa ti venga in mente, scrivilo nei commenti qui sotto 🙂

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2 Responses

  1. Chiaro ed esaustivo, sono molto soddisfatta dalla semplicità e dalla volontà di trasmettere la competenza.
    Grazie

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