Lezione 11: La profondità di campo, cosa è e come funziona

Lezione 11: La profondità di campo, cosa è e come funziona
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Quante volte hai trovato il termine profondità di campo e non hai mai ben capito cosa voglia dire o come puoi sfruttarlo a tuo vantaggio per ottenere ottime fotografie? L’obiettivo di questa puntata del corso di fotografia è proprio quello di spiegare nel modo più facile possibile cosa è e come funziona la profondità di campo.

La profondità di campo, cosa è e come funziona

La profondità di campo o PdC è un modo tecnico per definire la parte di un’immagine che è a fuoco o, in altre parole, la sua “zona di nitidezza”. Un’immagine con una profondità di campo ridotta o ristretta ha una zona piccola di nitidezza, mentre un’immagine con un’ampia profondità di campo ha una zona di nitidezza molto grande.

[easy-tweet tweet=”La profondità di campo o PdC è un modo tecnico per definire la parte di un’immagine che è a fuoco”]

Inquadra e scatta

Se hai mai usato una di quelle macchine fotografiche usa e getta, magari non ti sarai mai preoccupato della profondità di campo. Questo poiché l’obiettivo di una macchina fotografica di questo tipo, specie se fisso (senza zoom), è pensato appositamente per offrire la maggior profondità di campo possibile. L’idea è che per far foto delle vacanze o similari, quasi tutti vogliono avere immagini che siano nitide dal primo piano allo sfondo. Invece con le compatte più avanzate, con le Reflex e con le mirrorless, puoi controllare la profondità di campo in modo che solo l’area scelta, sia essa il primo piano o lo sfondo o il campo medio, sia a fuoco. Il fuoco selettivo è un elemento chiave della fotografia di qualità.

Apertura di diaframma

I fattori che controllano la profondità di campo sono essenzialmente tre. Il primo e più ovvio è l’apertura di diaframma, ovvero una grande apertura, che corrisponde ad un numero basso (es. f/2.8), creerà una profondità di campo ridotto, mentre un’apertura stretta, corrispondente ad un numero alto (es. f/8), creerà una grande profondità di campo.
Poiché la quantità di luce disponibile influisce direttamente sulla regolazione dell’apertura (ovvero la quantità di luce che raggiunge il sensore), ne consegue che la quantità di luce disponibile ha anche un effetto sulla profondità di campo. Ad esempio, in condizioni di luce bassa (considerando una  regolazione a 100 ISO), l’unico modo per ottenere una profondità di capo ampia sarebbe quello di avere un’esposizione lunga di qualche secondo. Accade invece il contrario in condizioni di luce forte, in cui l’unico modo per avere una profondità di campo stretta sarebbe quello di avere un tempo di otturazione molto ma molto veloce. Molte fotocamere non supportano velocità di otturazione troppo elevate, quindi l’unico modo per ottenere questo tipo di foto è quello di utilizzare dei filtri scuri a densità neutra; in questo modo si diminuisce, anche di molto, la quantità di luce che colpisce il sensore. Sebbene siano casi estremi, servono per comprendere al meglio l’importanza di familiarizzare con la modalità manuale della macchina fotografica in modo da avere le foto desiderate qualsiasi siano le condizioni disponibili.

Lunghezza focale

Il secondo fattore che influenza la profondità di campo è la lunghezza focale dell’obiettivo. Obiettivi grandangolari offrono una maggiore profondità di campo con la stessa impostazione di apertura, rispetto ad un teleobiettivo. Senza addentrarci nelle regole ottiche che rendono tutto questo possibile, è importante capire come la profondità di campo è condizionata dalla lunghezza focale, in modo che sia possibile immaginare i risultati da attendersi variando la lunghezza focale.

[easy-tweet tweet=”Obiettivi grandangolari offrono una maggiore profondità di campo con la stessa impostazione di apertura, rispetto ad un teleobiettivo”]

Dopo aver fatto questo, si può iniziare a considerare come diversi obiettivi o regolazioni dello zoom possano raggiungere risultati creativi diversi. La lunghezza focale non è quindi solo “avvicinarsi” o “allontanarsi” dal soggetto.

Distanza focale

L’ultimo fattore che determina la profondità di campo è la distanza fra il soggetto e l’obiettivo. Più il soggetto è vicino all’obiettivo, minore è la profondità di campo. Quando il soggetto si allontana, la profondità di campo aumenta, fino a che, a seconda della lunghezza focale e della regolazione dell’apertura di diaframma, tutto quello che è dietro risulta essere a fuoco. Questo, viene chiamato “infinito”

Calcoliamo la Profondità di campo

Spesso e volentieri potresti sentire la necessità di calcolare la profondità di campo per capire al meglio dove inserire il soggetto. La formula da usare, nel caso è la seguente:

Formula per calcolare la profondità di campo

Formula per calcolare la profondità di campo

Dove:
“D” è il diaframma;
“F” è la lunghezza focale dell’obiettivo;
“c” è il cerchio di confusione;
“d” è la distanza del soggetto.

Circolo di confusione

Il circolo di confusione, in ottica e in fotografia, rappresenta l’effetto creato da un punto immagine, in relazione alla sfocatura sul piano del sensore (piano focale posteriore, piano pellicola, etc.) e l’effetto è più evidente con i punti luce o con i punti a maggior luminosità.

Chiaramente ricordare questa formula potrebbe far comodo, ma ancora più comodo ti faranno sicuramente degli strumenti automatici per il calcolo della profondità di campo quali:

Certamente ci sono altri strumenti e app che ci possono venire in aiuto, nel caso, segnalameli così li inserisco in elenco 🙂

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Vuoi sapere cosa ti serve ora? Prendi la tua macchina fotografica e scatta, scatta e sperimenta sempre e poi se vuoi, mostrami i tuoi risultati :)

 
 

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