Lezione 4: La messa a fuoco, come funziona l’autofocus

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Lezione 4: La messa a fuoco, come funziona l’autofocus

Tempo di lettura: 3 minuti

Lezione 4: La messa a fuoco, come funziona l’autofocus
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Hai appurato che la tua macchina fotografica ha una marea di caratteristiche, tutte estremamente interessanti e tutte da scoprire; quello che ancora non sai è che alcune di queste possono essere anche molto utili, prima tra tutte l’autofocus.

Ti ricordi qualche anno fa quando non esistevano i sistemi autofocus e bisognava ricorrere ai sistemi di messa a fuoco manuale? Oggi questo non è più così fondamentale grazie alla realizzazione dei sistemi di messa a fuoco automatica.

Certo sarebbe fantastico se tali sistemi fossero infallibili, tuttavia così non è; ed è proprio per questo motivo che sulle moderne macchine fotografiche i sistemi convivono e impararne il funzionamento gioverà alla qualità dei tuoi scatti.

Messa a Fuoco ovvero: come funziona l’autofocus

Per facilitarti la vita le fotocamere attuali hanno sistemi di messa a fuoco automatica (AF) che fanno sì che il soggetto delle nostre foto sia sempre a fuoco e che la nostra attenzione, pertanto, si possa concentrare su altro. La maggior parte dei sistemi di AF sono definiti “passivi” e possono funzionare in due modi diversi.

Misurazione del contrasto

Questo è il sistema di autofocus meno complesso in assoluto e che solitamente viene utilizzato nei modelli base delle fotocamere.

Esso utilizza un sensore semplice per individuare a quale punto l’obiettivo produce un’immagine con il maggior numero di pixel in contrasto. Utilizzando una striscia bianca e nera potrai sperimentare se il tuo obiettivo mette correttamente a fuoco: se l’attrezzatura funziona in modo ottimale la differenza tra i due colori, bianco e nero, è netta; viceversa, se dovessi verificare la presenza del grigio tra i due colori significa che il sistema di messa a fuoco soffre di qualche problema.

Rilevamento della fase

Questo è un sistema più complesso e viene utilizzato nelle compatte più sofisticate ed in gran parte delle reflex digitali. Il suo funzionamento è il seguente: la luce della scena viene scomposta in due parti dall’obiettivo; queste vengono confrontate dal sensore dell’autofocus, che successivamente ridirige i servo AF per poter effettuare le regolazioni del caso sull’obiettivo. Tuttavia con poca luce o se la scena non presenta un grande contrasto, potrai udire il sistema di Auto Focus che tenta inutilmente di trovare un punto di fuoco.

In una situazione d’uso normale, specie quando la scena è troppo uniforme nella tonalità e nel colore, la fotocamera utilizza la luce di assistenza all’autofocus, per permettere al sistema di “vedere”; se non sono dotati di tale dispositivo, molti apparecchi, affinché possano distinguere i pixel, fanno scattare il flash.

Autofocus singolo contro autofocus continuo

Molte fotocamere hanno almeno due regolazioni di autofocus: il singolo ed il continuo.

Il primo, conosciuto anche come scatto singolo, dovrebbe essere utilizzato quando il soggetto è piuttosto fermo, come, ad esempio, per i paesaggi o i ritratti. Solitamente la messa a fuoco viene azionata premendo il pulsante di scatto a metà; fatto questo, per scattare la tua foto dovrai semplicemente premere completamente il pulsante di scatto.

Con l’autofocus continuo, invece, la fotocamera continua a mettere a fuoco la scena bloccando il fuoco solo quando viene premuto a metà il pulsante di scatto. Questa modalità è molto utile per fare foto a soggetti in movimento.  Un piccolo suggerimento: segui il soggetto attraverso il mirino della tua macchina fotografica, in modo tale da tenerlo sempre a fuoco fino a quando non deciderai che è arrivato il momento di immortalarlo premendo a fondo il pulsante di scatto.

Sono tutte rose e fiori con l’autofocus continuo?
In base a quanto scritto sopra ci si domanderebbe come mai tutti non usino l’autofocus continuo. La risposta è molto semplice: c’è un ritardo tra il momento in cui viene premuto il pulsante di scatto ed il momento in cui viene effettivamente scattata la foto; nel mentre il soggetto è sempre in movimento e quindi il rischio di non avere il risultato desiderato è molto elevato. Una discriminante tra macchine fotografiche appartenenti a fasce di prezzo differenti è proprio il tempo di latenza tra la pressione del pulsante di scatto e lo scatto vero e proprio.

Predective autofocus

Per evitare la situazione di cui sopra, alcune fotocamere sono dotate di un sistema di messa a fuoco chiamato Autofocus Predittivo. Questa modalità funziona al meglio quando il soggetto si sta avvicinando alla fotocamera o allontanando da essa ad un’andatura costante.

Il sistema di autofocus segue il soggetto quando si muove all’interno dell’inquadratura e cerca di prevedere dove sarà quando scatterà l’otturatore. In altre parole l’apparecchio stima il tempo impiegato dall’otturatore per scattare ed il momento in cui sarà scattata la fotografia. In questo modo si può essere ragionevolmente sicuri che il soggetto sarà a fuoco nel preciso momento in cui avverrà l’esposizione a seguito della pressione del pulsante di scatto.

Ora che sai come funzionano i diversi sistemi di messa a fuoco, verifica quello presente sulla tua macchina fotografia e magari esercitati ad utilizzarlo. Se dovessi avere qualche difficoltà, non esitare a scrivermi un commento qui sotto!

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By |2017-02-28T15:26:41+00:0029 / 08 / 2016|Corso di Fotografia|2 Comments

About the Author:

Mi chiamo Giovanni D'Addabbo e mi occupo sia di informatica che di fotografia. Ho creato CorsoFotografico per condividere con chiunque tutte le conoscenze che nel corso del tempo ho maturato e che maturerò. Sono fermamente convinto che chiunque possa scattare ottime fotografie con qualsiasi mezzo conoscendo i concetti base della fotografia.

2 Comments

  1. […] ti va di sapere come funziona esattamente la messa a fuoco della tua macchina fotografica o in che modo è possibile ottenere una corretta esposizione, non […]

  2. […] una foto fatta male. Hai imparato a impugnare correttamente la macchina fotografica, hai imparato come funziona l’autofocus e tante altre cose; ora è necessario comprendere pienamente come avviene il bilanciamento del […]

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