5 Consigli per evitare gli errori più comuni nella fotografia di ritratto

5 Consigli per evitare gli errori più comuni nella fotografia di ritratto
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Una buona fotografia di ritratto è composta da tanti piccoli dettagli che sommati fanno una grandissima differenza. Ad esempio l’angolo della luce o la posa del soggetto possono alterare il modo in cui appare una persona.

Questo articolo che ho liberamente tradotto da qui, ti aiuterà a individuare le sottigliezze dell’illuminazione nella fotografia di ritratto.

Dai uno sguardo agli altri tutorial che ho preparato per te.

Per fare questo ci serviremo del lavoro di Jake Hicks, il quale è un fotografo pubblicitario e ritrattista con base in Inghilterra. La sua fotografia è conosciuta per il particolare utilizzo del colore e per l’uso impeccabile delle luci. In questo articolo Jake ha condiviso i suoi migliori consigli per evitare gli errori più comuni nella fotografia di ritratto.

La fotografia è un campo soggettivo e come qualsiasi altra forma d’arte ci saranno pareri contrastanti tra loro su quello che può essere considerato un errore o meno.

Fatta tale premessa, i consigli di Jake sono da intendersi in questa ottica e sono basati su quanto lui osserva normalmente nella fotografia di ritratto. Gli errori che andremo a vedere, magari potranno essere scontati per i più esperti ma potrebbero non essere così evidenti a coloro i quali sono appena agli inizi.

Il riflesso negli occhi ovvero il catchlight

Questo primo consiglio è molto facile da mettere in pratica e da verificare in quanto o c’è o non c’è. Stiamo parlando dell’assenza di riflesso della fonte luminosa negli occhi del soggetto.

esempio catchlights

L’immagine sulla sinistra ha un solo punto luce e lo sguardo del nostro soggetto è molto scuro, quasi cupo. Abbassando la fonte di illuminazione e facendo un altro scatto possiamo notare che l’illuminazione è migliore ed aggiunge anche molta luce in più nello sguardo del nostro soggetto.

Questo genere di artefatti luminosi dona forma all’occhio oltre a far apparire il soggetto vivo. Se ci fai caso infatti nei film, spesso si distinguono i corpi senza vita da quelli in vita proprio dal bagliore negli occhi.

Per poter ottenere un effetto degno di nota bisogna posizionare la fonte luminosa leggermente sopra la testa del soggetto e di fronte, in questo modo ci assicuriamo che il soggetto riceva la giusta quantità di luce e che negli occhi sia presente il bagliore che stiamo cercando.

Con questo articolo andiamo a mettere in evidenza 5 errori che coloro i quali sono alle prime armi tendono a commettere, mentre per coloro i quali sono ad uno stadio più avanzato potrebbero risultare palesi.

Gestire al meglio le Catchlights

Per poter essere corretto, il riflesso nell’occhio del soggetto dovrebbe apparire in un range di azione che va dalle ore 10 alle ore 2. Se appare tra le 3 e le 9 invece vuol dire che siamo in presenza di un altro errore: l’under-lighting.

 

Under-Lighting

L’under lighting o luce dal basso sta semplicemente ad indicare che la luce che illumina il soggetto proviene da sotto rispetto alla fotocamera.

Esattamente come quei film dell’orrore degli anni 60 i quali per far diventare una creatura più spaventosa semplicemente illuminavano il soggetto da sotto.

esempio di Under Lighting

Nelle immagini sopra, puoi osservare come l’immagine a sinistra non presenta nessuna luce di riempimento. Questo non necessariamente è un male, ma introdurre una fonte luminosa può aggiungere molto dettaglio come puoi osservare nella foto a destra. Mentre se aggiungiamo troppa luce proveniente dal basso otteniamo l’effetto che va sotto il nome di under-lighting.

Il motivo per cui questo tipo di illuminazione non ci da risultati positivi è perché semplicemente siamo abituati a guardare i soggetti illuminati dall’alto. Ad esempio se usciamo all’aria aperta, vediamo le persone illuminate dal sole, mentre quando siamo all’interno le luci sono sempre provenienti dall’alto. La percezione della luce dall’alto è così radicata che vedere un soggetto illuminato diversamente fa scattare nel nostro cervello un allarme che suggerisce che ci sia qualcosa di sbagliato.

Quindi, anche se questo errore ci può sembrare ovvio, quando il fotografo decide di utilizzare una luce di riempimento, molto spesso cade in questo errore. L’effetto quindi si verifica quando la luce di riempimento illumina in modo più intenso il volto del soggetto rispetto a quanto fa la fonte di luce primaria. Non troppo tempo fa, fu pubblicato il ritratto di un dirigente di uno dei principali produttori di fotocamere al mondo, afflitto da questo problema. Fortunatamente il problema dell’under-lighting è molto facile da risolvere in quanto basta ridurre l’intensità della luce di riempimento proveniente da sotto. Per essere oltremodo al riparo dall’errore, effettua qualche scatto di test scattando a diverse intensità per capire quale può essere il risultato che si ottiene ad una certa potenza. E’ molto facile scegliere tra le immagini quando sono fianco a fianco.

Per poter aggiungere un po’ di luce di riempimento semplicemente posiziona un softbox sotto al soggetto, rivolto verso l’alto.

PRO TIP: se stai fotografando diverse persone in serie, ad esempio un gruppo di dirigenti aziendali o altro, fa attenzione ad ogni individuo che ti appresti a fotografare. Se stai fotografando un uomo molto alto e successivamente un soggetto più basso ricordati di posizionare la luce principale e la luce di riempimento di conseguenza. Se non ricorderai questo piccolo consiglio, con ogni probabilità ti potresti ritrovare con foto affette dal problema dell’under-lighting

Mancanza di separazione del soggetto dal fondo ovvero la mancanza di tridimensionalità

Questo effettivamente non è propriamente un errore in quanto è basato molto sulle preferenze del fotografo ed ho visto ottime foto sia di soggetti particolarmente staccati dal fondo, sia di soggetti in cui il distacco non c’era. In genere, come regola per te che ti appresti ad iniziare a fotografare con l’uso di luce artificiale, prova ad evitare soggetti che non abbiano tridimensionalità. Questa tecnica di illuminazione consiste nel mostrare quanto più possibile il soggetto senza che si confonda con lo sfondo.

Il setup delle luci che puoi vedere è esattamente lo stesso, la sola cosa che cambia è la distanza tra soggetto, fonte di luce e fondale. Puoi chiaramente osservare, a sinistra, come la modella è completante persa nel fondale. Per risolvere il problema è bastato semplicemente far spostare la modella più vicino al fondale per avere il risultato sperato.

SUGGERIMENTO: se hai a disposizione una sola fonte luminosa per fotografare il tuo soggetto e sono a poca distanza dal fondale, allora quest’ultimo tenderà ad essere molto scuro. Quello che accade a livello visivo in sostanza è che le ombre del soggetto e tutte le altre sono indistinguibili l’una dall’altra e l’osservatore di turno non sarà in grado di poter distinguere dove finisce il soggetto e dove inizia il fondale. Inoltre in questo modo il soggetto spesso appare più largo di quanto sia realmente.

Questa è una di quelle tecniche di illuminazione in cui non stai facendo nulla di necessariamente errato ma cambiando qualcosa potresti ottenere un effetto migliore. Se hai a disposizione solo una fonte luminosa, sposta il soggetto quanto più vicino al fondo se vuoi far apparire anche in fondale nella tua foto. Se hai una sola fonte di luce a disposizione è una tecnica estremamente semplice che permette di ottenere risultati molto diversi facendo solo piccole variazioni.

Ombre

Ancora una volta, questo è un errore che è abbastanza sottile e talvolta difficile da evitare, ma val sempre la pena essere a conoscenza della sua esistenza. Per me una regola di base dell’illuminazione è quella di creare sempre un’illuminazione “pulita”.

L’ “illuminazione pulita” è quell’illuminazione che non urla “Ehi, guardami! Sto usando 6 luci in questa configurazione!” Un’illuminazione pulita consente di esaltare il soggetto e nulla di più.

L’illuminazione pulita ha bisogno di tempo per essere perfezionata e messa in pratica in quanto in un primo momento potrebbe non essere perfettamente chiaro l’obiettivo da raggiungere. Come regola generale, un buon punto di partenza è avere delle ombre morbide sul volto del soggetto. A volte il problema non è tanto nel piazzamento delle luci quanto nel lavorare meglio sulla posa del soggetto. Nell’immagine sopra a sinistra puoi osservare un’ombra sul naso del soggetto che si unisce male a quella della guancia, facendo apparire il naso della nostra modella più grosso di quanto non sia in realtà. In questo caso, far muovere leggermente la testa al soggetto ha corretto l’errore.

Se stai cercando di immaginare dove poter reperire esempi di luce quanto più pulita possibile, devi rivolgere il tuo sguardo ai fotografi di automobili. Ottenere una buona foto di una macchina è una delle cose più difficili in ambito fotografico. Se posizioni una luce nel posto o nel modo sbagliato la superficie ultra lucida di un’auto non ti permetterà di far risaltare le linee pulite e le forme. I fotografi di auto, utilizzano tutte le luci di cui necessitano, ma ogni fonte luminosa è posizionata con estrema precisione. Infatti non è raro vedere un fotografo di auto che piazza le luci solo ed esclusivamente per generare un catch-light per i cerchioni dell’auto, tralasciando il resto.

Quelli di noi che invece fotografano le persone, spesso non hanno il tempo di essere precisi in quanto il soggetto è in movimento, ma si deve avere la consapevolezza di quello che è un buono scatto o meno. Tuttavia il movimento dei soggetti può essere utilizzato a nostro vantaggio.

Per ottenere risultati migliori il consiglio è semplice: unire le ombre. Come puoi osservare nello scatto di sinistra ci sono delle ombre nette intervallate da segmenti luminosi i quali non donano uniformità allo scatto e non esaltano il soggetto. Questa è quella che chiamo “illuminazione disordinata” in quanto crea nello stacco molti più elementi di distrazione del necessario. Invece nello scatto di destra non ci sono interruzioni tra un’ombra e l’altra. La mancanza di interruzioni dona all’ombra uniformità ed è come se ci trovassimo in una situazione di una sola ombra. Questo è quello che chiamo una situazione di “luce pulita”. Prova ad immaginare cosa sarebbe successo tra luci principali, di riempimento, luci per i capelli ecc ecc, il tutto avrebbe dato un’impressione di estremo disordine. Attenzione alle ombre generate dalle luci aggiuntive, se possibile regolale per poter evitare queste ombre addizionali. O, meglio ancora, gestite il vostro soggetto in modo da evitare tali ombre.

Luci per i capelli posizionate male

Il posizionamento delle luci volte ad esaltare i capelli è un’altro esempio di come qualcosa sembra bella fino a quando non scopri che potrebbe essere molto migliore. Innanzi tutto devi conoscere il perché stai usando una luce per illuminare i capelli. I casi sono diversi: o stai usando delle luci per i capelli solo per dare bagliore ai capelli o stai tentando di esaltare la forma dei capelli o stai cercando di ottenere una separazione netta tra il tuo soggetto e lo sfondo. Tutte queste sono validissime ragioni e con un po’ di cura e attenzione potresti piazzare le tue luci per ottenere il tuo obiettivo. Per la maggior parte dei miei ritratti, a meno di casi particolari in cui desidero ottenere uno specifico scatto, il mio obiettivo principale è quello di ottenere una chiara separazione tra la modella e lo sfondo. Immagina di avere un fondale scuro ed un soggetto con dei capelli molto scuri, ben presto potrai osservare come soggetto e fondale sembreranno entrare l’uno nell’altro. In tal caso posizionare una fonte di luce che punta ai capelli, può essere una semplice soluzione per evitare tutto ciò.

L’immagine a sinistra mostra una semplice luce di riempimento senza alcuna luce per i capelli. Tecnicamente non c’è nulla di sbagliato nella foto, ma aggiungere un paio di altre luci può aggiungere molta più profondità all’immagine. Quando aggiungi luci per i capelli sta attento a non posizionarle troppo vicine al soggetto in modo da non creare riflessi indesiderati sul viso come puoi osservare nell’immagine in mezzo. Spostando le luci più dietro rispetto al soggetto puoi rimuovere i riflessi dal volto ma mantenere degli interessanti riflessi sui capelli e dare tridimensionalità al tutto.

Quindi, ora che conosciamo perché vogliamo utilizzare una luce per i capelli ci potremmo domandare quale sia il modo migliore di utilizzo. La cosa fondamentale da cui partire è il posizionamento delle luci. Come linea guida le luci dovrebbero essere piazzate dietro il soggetto e dovrebbero essere puntate verso i bordi della sua testa. Come secondo consiglio, dovrebbero essere poste abbastanza distanti in modo tale che nessuna luce cada sulla parte anteriore del viso e la punta del naso e delle labbra. Questo consiglio potrebbe sembrare ovvio, ma se fai caso agli scatti che vedi in giro noterai facilmente questo errore che provoca confusione e distrazione.

Un altro fattore chiave è la potenza a cui sono impostate le luci per i capelli, come regola generale io utilizzo l’intensità minima possibile con cui poter ottenere il risultato voluto. Ricordati sempre quando usi i flash, questi non devono mai dire: “Hey! guarda quante luci sto usando!” ma devono sempre essere utilizzati per esaltare il soggetto.

Bene ora conosci tutti gli errori più comuni che si possono presentare quando fai fotografia di ritratto con l’ausilio di fonti luminose. Certo alcuni sono soggettivi ma quando scatti ricorda sempre che l’obiettivo è esaltare il soggetto e non mostrare quante luci stai usando. Quindi vuoi aggiungere un’ulteriore fonte luminosa, domandati se è necessaria e come impatterà sulla scena e ricordati che la dovrai settare ad hoc.

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